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sabato 28 marzo 2015

Spedizione di Nansen

Mappa del tempo raffigurante le regioni attraversate dalla spedizione


La spedizione di Nansen sulla Fram fu un tentativo del 1893–1896 da parte dell'esploratore e premio Nobel per la pace Fridtjof Nansen di raggiungere il Polo nord. Nonostante le critiche di altri esploratori polari, Nansen portò la sua nave Fram alle Isole della Nuova Siberia nell'Mar Glaciale Artico orientale, la fece incagliare dal pack ed attese che la deriva la trasportasse verso il polo. Impaziente per la bassa velocità ed il carattere irregolare della deriva, dopo 18 mesi Nansen ed un compagno di sua scelta, Fredrik Hjalmar Johansen, abbandonarono la nave con un gruppo di cani e slitte dirigendosi verso il polo. Non lo raggiunsero, ma stabilirono un nuovo primato di Farthest North a 86°13.6′N prima di compiere una lunga ritirata per rifugiarsi nella Terra di Francesco Giuseppe. L'approccio tradizionale all'esplorazione artica si basava su ampie forze, col presupposto che le tecniche europee si potessero utilizzare con successo nell'ostile clima polare. Nel corso degli anni questa strategia ebbe poco successo e portò a pesanti perdite di uomini e navi. Per contrasto, il metodo di Nansen di utilizzare piccoli equipaggi addestrati, sfruttando l'esperienza Inuit e Sami in questo campo, permise di completare la spedizione senza nessun morto e senza grossi problemi.

Altra notevole impresa: Passaporto Nansen


Raggi X

La prima radiografia medica eseguita da Roentgen alla mano sinistra della moglie Anna Berthe.


Wilhelm Conrad Röntgen scopre l'8 novembre 1895 la radiazione elettromagnetica nell'intervallo di frequenza oggi noto come raggi X. L'annuncio di questa scoperta fu dato il 5 gennaio 1896. Per questa scoperta, Röntgen ricevette il primo Premio Nobel per la fisica nel 1901.
È da sottolineare come, a causa del suo daltonismo, Röntgen oscurasse completamente la sala durante i suoi esperimenti; la sera della scoperta egli si accorse che un foglio di carta su cui era stata scritta la lettera "A" con una soluzione di platinocianuro di bario brillava di luce, emessa da raggi invisibili provenienti dal tubo a vuoto con cui stava lavorando. Nel tentativo di scoprire le qualità dei raggi, mise la mano sulla traiettoria del fascio di raggi, e si accorse che sul foglio si vedeva l'ombra delle ossa della mano; notò che tali raggi, chiamati "X" in quanto sconosciuti, scaturivano dal contatto dei raggi catodici con l'anticatodo nel tubo.

Appunti sulle sperimentazioni