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lunedì 30 marzo 2015

Telegrafia senza fili

Guglielmo Marconi con uno dei suo primi apparecchi radio


A Londra, il 5 marzo del 1896, Guglielmo Marconi presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto per il suo apparecchio radio, col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avvenne con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov. Il 19 marzo, Marconi ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno depositò all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nonostante durante gli anni vi siano state molte dispute, sia teoriche nell'ambito dei fisici, sia in campo legale, per stabilire chi debba essere effettivamente considerato il primo inventore della radio è comunque indubitabile ed inestimabile il contributo di Marconi alle trasmissioni senza fili, ed in particolare allo sviluppo di tale tecnologia in Italia.

Brevetto di Londra

Brevetto USA con riferimento a brevetto briannico 

sabato 28 marzo 2015

Sfigmomanometro

Sfigmomanometro di Riva-Rocci


Un'apporto fondamentale alla medicina fu l'invenzione di Scipione Riva-Rocci: lo sfigmomanometro, il quale permise una misurazione facile e sicura della pressione arteriosa, effettuata fuori dal laboratorio e direttamente al letto del malato.
 Il clinico almesino espose i suoi studi, in modo molto accurato, in due presentazioni all’Accademia Medica Reale di Torino. Successivamente, pubblicò due articoli nella Gazzetta medica di Torino: il primo, Un Nuovo Sfigmomanometro, il 15 dicembre del 1896 e il secondo, La Tecnica Sfigmomanometrica, nel 1897. Decisiva fu l’adozione del bracciale pneumatico. Infatti, grazie all’uniforme ripartizione della compressione attorno al braccio, fu possibile evitare errori relativi alle misure della pressione, riportati solitamente dai precedenti strumenti. Un’altra innovazione fu la misurazione della pressione sull'arteria omerale, più precisa, anziché sull’arteria radiale. Egli inoltre scoprì l’effetto ‘camice bianco’, la variabilità della pressione sanguigna e raccolse una serie di informazioni numeriche (statistiche) riguardo ai pazienti, che si rivelarono più veritiere rispetto a quelle più vaghe delle istituzioni mediche, divenendo per di più un precursore della epidemiologia cardiovascolare. Riva-Rocci descrive così accuratamente le sue intuizioni che le sue asserzioni sono valide tutt'oggi, anche se vengono usati metodi più sofisticati.

PrecursoreSamuel Siegfried Karl von Basch

Raggi X

La prima radiografia medica eseguita da Roentgen alla mano sinistra della moglie Anna Berthe.


Wilhelm Conrad Röntgen scopre l'8 novembre 1895 la radiazione elettromagnetica nell'intervallo di frequenza oggi noto come raggi X. L'annuncio di questa scoperta fu dato il 5 gennaio 1896. Per questa scoperta, Röntgen ricevette il primo Premio Nobel per la fisica nel 1901.
È da sottolineare come, a causa del suo daltonismo, Röntgen oscurasse completamente la sala durante i suoi esperimenti; la sera della scoperta egli si accorse che un foglio di carta su cui era stata scritta la lettera "A" con una soluzione di platinocianuro di bario brillava di luce, emessa da raggi invisibili provenienti dal tubo a vuoto con cui stava lavorando. Nel tentativo di scoprire le qualità dei raggi, mise la mano sulla traiettoria del fascio di raggi, e si accorse che sul foglio si vedeva l'ombra delle ossa della mano; notò che tali raggi, chiamati "X" in quanto sconosciuti, scaturivano dal contatto dei raggi catodici con l'anticatodo nel tubo.

Appunti sulle sperimentazioni

Radioattività

Lastra fotografica impressionata dal minerale di uranio


Nel 1896 Antoine Henri Becquerel scoprì accidentalmente la radioattività, mentre investigava la fosforescenza dei sali di uranio. Durante le sue ricerche mise in contatto con il materiale una lastra fotografica, accorgendosi che era stata impressionata anche se non era stata esposta alla luce del sole: Becquerel concluse che il materiale emetteva dei raggi senza bisogno di un'eccitazione da parte della luce. Annunciò i suoi risultati il 2 marzo dello stesso anno, solo pochi giorni prima del lavoro di Sylvanus Thompson che lavorava in parallelo sullo stesso soggetto a Londra.